Perla e Igo il pirata buono


    C'era una volta, tanto tempo fa, su una spiaggia, una fanciulla, bellissima, povera e sola. La fanciulla sapeva che era figlia di un re buono, di un paese lontano ed era arrivati lì, in una brutta giornata tempestosa su una nave del suo papà naufragata, e lei era stata trasportatta sulla spiaggia da un delfino che l'aveva salvata mentre stava per affogare.
    Alcuni abitanti dell'isola la trovarono, laportarono con loro nel villagio vicino e la affidarono alle loro donne. Queste la accudirono e non sapendo il suo nome la chiamarono Perla, perchè aveva una conchiglia impigliata fra i capelli.
    Nel frattempo il padre di Perla era stato rapito da alcuni pirati che lo tenevano prigioniero sulla loro nave, ma Perla lo credeva morto ed era disperata.
    Un giorno, sola e triste, la fanciulla si allontanò dal villagio per andare in cerca di conchiglie, che erano la sua passione. All'improvviso sentì delle voci alle sue spalle, si voltò di scatto e vide una nave di pirati ancorata a pochi metri dalla riva. Spaventata scappò via e fece appena in tempo a nascondersi dentro una grotta, che due minuti dopo i pirati scesero dalla nave e si accamparono sula spiaggia. Quattro di loro andarono a cercare cibo, quattro a raccogliere noci di cocco per berne il contenuto, quattro accesero il fuoco mentre gli altri quattro facevano la guardia. Verso sera avevano mangiato, bevuto ed erano quasi tutti ubriachi perciò si addormentarono come sassi. Tutti tranne uno, di nome Igo, che nonostante fosse un pirata, era una persona buona e non aveva bevuto vino.
    Igo era un giovane alto, forte, moro, con gli occhi chiari, con i lunghi capelli scuri legati a coda e dall'aspetto bello e gentile. Egli veniva costretto a fare il pirata da Guast, che era il loro capo, ma Igo in realtà era un principe rapito dai pirati, durante uno sbarco nella sua terra ormai lontana.
    Guast, il capo, faceva paura solo a guardarlo: era basso, paffuto, dall'aria burbera ed aveva la benda sull'occhio, una gamba di legno, un uncino al posto di una mano, taccagno e senza scrupoli.
    Perla approfittò per andare vicino al fuoco e mangiare ciò che loro avevano lasciato. Poi scappò di nuovo nella grotta senza accorgersi delle impronte che lasciava sulla sabbia. Il mattino presto, Igo scese prima di tutti e vedendo quelle piccole impronte le seguì fino alla grotta e vide la dolce Perla che dormiva sopra un po' di paglia; la sfiorò lievemente con la mano e lei si svegliò di soprassalto, allontanandosi, impaurita. Igo le disse: "Non aver paura, non voglio farti del male, con me sei al sicuro, io ti aiuterò!"
Nel frattempo anche gli altri pirati insieme a Guast si erano svegliati ed erano scesi dalla nave, anche loro notarono le impronte e le seguirono fino alla grotta, videro Perla, e Guast la rapì per gelosia, ma Igo la difese perchè si era innamorato di lei.
Guast gli disse: "se tu sconfiggi Pridia, la mia strega alleata, io ti ridarò Perla!" Igo, allora prese la sua spada e con la sua abilità sconfisse Pridia che si era trasformata in un drago a due teste. Guast, però, non liberò ancora Perla e disse ad Igo: "Ora dovrai sfidare me perchè io non mi arrendo!" Perla lanciò il suo anello ad Ig, ma lui non sapeva che esso era magico e col suo aiuto divenne ancora più forte, sconfisse Guast e lo uccise. Perla tornò da Igo ed i pirati ormai senza scampo proposero: "Diventa tu il nostro capo e noi ti daremo tutto il nostro oro!" Igo rispose: "Non voglio oro, voglio Perla e se vi sta bene, potrete diventare miei fedeli servitore". Essi accettarono.
    Sulla nave, Perla, ritrovò anche suo padre che venne liberato e scoprì che Igo era un principe dal tatuaggio che aveva sul petto. La nave ripartì e tornarono tutti liberi e felici nel castello del re. Igo e Perla si sposarono e i pirati furono loro servitori fedeli, seri e buoni. Tutti vissero ancora per molti anni nel castello del re.

(Favola ideata ed illustrata dagli alunni della classe III "I")

    INDEX             Se vuoi leggere le altre storie clicca.............